Le fasi di vita delle coppie

Le fasi di vita delle coppie

Nel giorno di S. Valentino vorrei condividere con voi qualche nozione che può essere molto utile nel comprendere meglio come funzionano le coppie e a cosa si dovrebbe fare attenzione.

Tutto ciò è frutto dell’esperienza e delle lezioni della splendida Prof. Silvana Quadrino, che ringrazio per le preziose ispirazioni.

 

Innanzitutto, iniziamo partendo con la domanda da 100 milioni di dollari: COSA FA SÌ CHE UNA COPPIA FUNZIONI???

No, non è un patrimonio a millemila cifre dei Ferragnez.

No, non è il fascino stratosferico di Brad (slurp!) e Angelina.

Non è nemmeno la frequenza e la durata delle prestazioni a letto.

Certo che tutto questo potrebbe aiutare, ma la questione è un po’ più complessa – come al solito.

Una coppia funziona in modo soddisfacente quando

  • caratteristiche delle due persone (esperienze di vita)
  • regole della loro relazione
  • modalità di vita della coppia (com’è la loro quotidianità? Come vivono, quanto e come si vedono?)

soddisfano a sufficienza i bisogni dei due partner in termini:

  • sociali (relazioni, scambi, incontri)
  • sessuali
  • affettivi (stima, riconoscimento, calore, accoglienza,…)

 

Questi bisogni, come pure le regole, le caratteristiche personali e le modalità di vita cambiano molte volte nell’arco di tempo che due persone trascorrono insieme. Soprattutto questi elementi cambiano perché la coppia attraversa diverse FASI. Vediamole.

La luna di miele– per gli amici “fase fette-di-salame-sugli-occhi”:  è la fase iniziale, cominciamo a pensare “mh… interessante… quasi quasi ci passerei un weekend.. poi una settimana.. poi tutta la vita..” Sentiamo la voglia di condividere tutto, ci si isola un po’ dagli altri perché tanto ci si basta e anzi, non si vogliono distrazioni quando ci si deve scoprire e conoscere. E’ la fase in cui siamo disposti a sacrificare il pilates e il calcetto, perché i nostri bisogni individuali vengono messi spontaneamente in secondo piano.

Pur essendo una fase stupenda, dove siamo pieni di ormoni belli ed energia, è una fase che non può durare perché è inevitabile che i propri bisogni personali inizino a chiedere più spazio e che il doverci rinunciare cominci ad essere un peso. E’ anche inevitabile iniziare a vedere i difetti del nostro partner, che improvvisamente non ci dà più quell’effetto “tum-tum-tum” ogni volta che incrociamo il suo sguardo.

 

Ed ecco quindi che si entra nella fase dei conflitti di potere. In questa fase diventano (più) evidenti le differenze, ma queste spesso vengono viste come una colpa (i miei clienti spesso riportano espressioni del tipo “non mi aveva fatto vedere quel lato di sé” o “in fondo avrei potuto accorgermi che non era autentica” o “poi è cambiato”).

In questa fase le richieste dei partner sono quelli di maggiore autonomia, spazi, ascolto. E’ la fase dove è necessario imparare a rispettare le differenze e a trovare modi funzionali di confrontarsi.

Nelle coppie che decidono di avere figli, spesso la fase conflittuale coincide con la fase genitoriale (gli equilibri cambiano, si è più stanchi – vedi curva di arousal, si fanno sentire i nostri condizionamenti e i nostri valori nell’educazione dei figli)

 

Una fase successiva è quella della stabilità individuale: i partner sono concentrati sulla ricerca del proprio equilibrio individuale, a cercare la propria soddisfazione personale per i bisogni sociali (relazioni con amici), sessuali (spesso quando si hanno figli neonati le coppie non hanno una vita sessuale minimamente decente) e affettivi (molte donne si sentono non riconosciute nel ruolo di madre/moglie/casalinga (e) lavoratrice; molti uomini si sentono trascurati e tagliati fuori dai neonati che cercano quasi esclusivamente la madre, ma anche dalle mogli stesse che non concedono loro un ruolo col figlio piccolo). Questa è la fase del “Ci sono anche io. Guardami. Vedimi!”

 

E poi tutte le coppie che resistono alla fase genitoriale possono attraversare delle fasi dette di “oscillazione”. Gli spartiacque di questi cicli sono i cambiamenti significativi che riguardano la condizione socioeconomica della coppia (es. un licenziamento o una promozione che porta il partner più lontano da casa), nuove esigenze o cambiamenti personali (di salute, di spinte al cambiamento), nuovi ruoli che i partner si assumono (es. se il marito vuole scendere in politica, oppure se la moglie è costretta ad occupare il suo già poco tempo libero per occuparsi dei genitori anziani, ecc.).

Tutti questi cambiamenti implicano spesso delle rivoluzioni in termini di regole, di divisione dei compiti, del potere decisionale all’interno della famiglia, di cosa si può o non si può (più) fare.

Ogni fase ha le sue sfide e ciò che permette alla coppia di superarle in modo costruttivo è essenzialmente il rispetto per il partner, per le sue esigenze e la voglia di andare verso e non contro l’altro. Perché i conflitti non vanno combattuti, ma attraversati, possibilmente insieme.

Buona vita, buon San Valentino

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