Ansia, panico, amici a 4 zampe, pasticche e trucchetti

Ansia, panico, amici a 4 zampe, pasticche e trucchetti

Sta facendo il giro del mondo il video che riprende un cane addestrato a calmare la propria padrona nel caso di un attacco di panico.

Vedendolo ho subito pensato che funzionava molto in fretta e che fosse una scena molto dolce, certo una delle soluzioni più dolci per chi ha questo tipo di problemi.

Però non tutti hanno la voglia o la possibilità di avere un animale addestrato sempre con loro.

Allora credo che possa essere utile condividere con voi ciò che so circa le attivazioni d’ansia e ciò che ho osservato nei miei clienti. Io preferisco chiamarle “attivazioni d’ansia” anziché “attacchi di panico”, perché spostano la persona dall’essere vittima di un attacco, all’essere in grado di poterlo gestire, se si sa come farlo.

Chi ha subito questo tipo di attivazioni sa quanto ci si sente male, in pericolo di vita, impotenti e spaventati. Sono momenti terribili che lasciano molta angoscia e mille dubbi di essere sani, anche a livello mentale.

Possono essere facilmente scambiati per attacchi cardiaci e infatti la prima cosa da fare quando si hanno manifestazioni del genere, è fare un controllo medico, magari chiamando subito l’ambulanza per scongiurare qualsiasi evenienza di un infarto. Se gli accertamenti medici confermano che le condizioni cliniche non destano preoccupazione, allora potete essere abbastanza sicuri che si sia trattato di “semplice” ansia.

 

COS’E’ L’ANSIA?

Iniziamo a dire che L’ANSIA NON E’ UNA MALATTIA! La descrizione che ne dà Wikipedia non mi soddisfa perché tende a considerarla come un disturbo. Ma andiamoci piano! L’ansia è un mix di emozioni che vanno dalla preoccupazione alla paura (che nel suo culmine diventa panico). In quanto emozione, l’ansia è un segnale UTILE. Serve a dirci che qualcosa che ci sta succedendo potrebbe nuocerci. Fin qui tutto ok, sensazione spiacevole, ma normale, inevitabile e funzionale.

Il problema inizia ad esistere nel momento in cui la nostra vita viene soggiogata dall’ansia. Ad esempio quando:

  • il pericolo percepito è sovradimensionato rispetto alla oggettiva gravità della situazione (es.: siamo molto stressati sul lavoro, temiamo il licenziamento, oppure ci sentiamo impauriti solo ad uscire di casa, o di fronte ad una innocua lucertola, o al contatto fisico di una stretta di mano, ecc.). Situazioni ben lontane da mettere in pericolo la nostra vita.
  • iniziamo ad adottare dei comportamenti che ci danno sollievo temporaneo dall’ansia o che pensiamo possano “magicamente” impedire al pericolo di verificarsi (ad es. i casi di comportamenti maniaco compulsivi: lavarsi le mani decine di volte al giorno, coprire gli specchi di casa, avere un’attenzione esagerata per l’ordine, l’ossessione per particolari numeri, ecc.). Qui si apre il grande tema del CONTROLLO, male del mondo occidentale, di cui scriverò in futuro.
  • iniziamo a sentirci vittima dell’ansia e ad avere i cosiddetti “attacchi di panico” che non sono più associabili a eventi che stanno accadendo, ma ci sentiamo in pericolo anche in momenti apparentemente tranquilli: è la paura della paura, una bomba che esplode senza che nemmeno la miccia sia accesa.

 

OLTRE AL CANE ADDESTRATO, QUALI SOLUZIONI ESISTONO?

Se gli esami medici escludono altre cause fisiche, allora si possono combattere gli stati d’ansia in diversi modi:

  • psicofarmaci: ahimè, spesso il vostro medico curante vi darà questa come prima possibile soluzione. E’ “veloce” (sì, dura qualche mese ed è fondamentale che i tempi e i modi delle somministrazioni vengano seguiti alla lettera per evitare che gli attacchi si moltiplichino, ma se la cura viene seguita bene, le attivazioni spariscono quasi subito e quindi i pazienti si sentono più al sicuro).
  • Terapie narrative: sono tipiche della psicoterapia e del counselling e permettono di andare a sciogliere i pensieri che attivano le paure. Questo tipo di soluzioni si possono adottare anche contemporaneamente o dopo una cura di psicofarmaci, anzi, è consigliabile farlo.

 

Nella mia professione ho avuto clienti che non volevano assolutamente prendere psicofarmaci e altri che li avevano provati, ma che si erano spaventati perché sentivano i propri sensi alterati, non lucidi.

Per una delle clienti che non voleva prendere psicofarmaci, dopo un paio di colloqui di counselling con risultati deboli, si è preferito comunque ricorrere ai medicamenti, che si è fatta prescrivere dal medico curante: a volte non si è nelle condizioni di avere la pazienza di un lavoro più lungo. La mia cliente aveva un bimbo piccolo di cui occuparsi e doveva tornare a lavorare in tempi brevi. E’ andata bene così.

Per gli altri clienti invece, con una media di 5 sedute, l’approccio del counselling è stato efficace e loro si sono dichiarati soddisfatti, liberi dalla paura e si sono dimostrati in grado di gestire le proprie attivazioni, che nel frattempo erano depotenziate o addirittura sparite.

 

QUALCHE PICCOLO TRUCCO

Esistono anche dei piccoli trucchi che possono essere utili nel momento in cui sentite che sta salendo l’ansia e avete paura di ciò che potrà succedere:

  1. concentratevi sulle sensazioni corporee (battito cardiaco accelerato, sudorazione, tremolii…)
  2. respirate a fondo e RINGRAZIATE IL VOSTRO CORPO per i segnali che vi sta dando: le emozioni sono nostre amiche, non nemiche, quindi se si attivano, è per avvisarci di qualcosa. Già solo pensare che l’ansia non è il problema, ma un sintomo cambia il tipo di paura.
    Pensate a quando un’amica con coraggio e bontà dice all’altra che forse il suo fidanzato la sta tradendo: per quanto non sia bello sentirselo dire, sarebbe sciocco prendersela con l’amica, prima di verificare se il sospetto è fondato, no? Ecco, l’ansia è quella vostra amica lì, che vi vuole bene e sta cercando di mettervi in guardia.
  3. sedetevi sul pavimento o su una sedia dura e/o prendete in mano qualcosa di freddo, concentratevi a lungo e a fondo sulla sensazione del sedere sulla sedia, dei vostri piedi appoggiati a terra o delle vostre mani su una superficie fredda.

So che sembra incredibile, ma se tenete la concentrazione sulle SENSAZIONI CORPOREE, l’attivazione pian piano si calmerà: mentre l’ansia è generata dai mille pensieri tra passato e futuro (“oddio… sta succedendo ancora.. cosa farò.. come starò…?!”) IL CORPO PUÒ STARE SOLO NEL PRESENTE. Sentirete che l’adrenalina attivata dall’ansia pian piano “scaricherà” la sua energia, facendovi sentire dei brividi lungo le braccia e le gambe. Sono segnali che il sistema parasimpatico è in azione per calmare il vostro corpo.

Potete condividere queste istruzioni anche con chi vi sta vicino, in modo che siano loro ad aiutarvi, proprio come ha fatto l’amico a 4 zampe del video, a farvi concentrare sul corpo e sul presente.

 

Se l’articolo vi è stato utile o avete domande, scrivetemi pure a chiara.ciceri@studiodialogos.com. Mi farà piacere conversare con voi 🙂

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Chiara

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